venerdì 11 marzo 2016
martedì 1 marzo 2016
19 Marzo al Pentatonic di Roma. Tutti convocati
Punto di svolta, raggiungimento di un obiettivo, primo
importante mattone per una lunga strada. Che lo si chiami come maggiormente si
preferisce, ma di certo quello che accadrà il prossimo 19 Marzo in quel di
Roma, e precisamente al Pentatonic Music Village rappresenta la svolta per
questa band. Si perché esibirsi in un locale che abitualmente propone ai propri
clienti musica dal vivo, con un palco attrezzato e due fonici a disposizione,
oltre ad una opening band ad aprire il concerto, è la motivazione per la quale
noi Americana ci siamo formati: vivere delle emozioni, calcare palchi abituati
ad importanti livelli musicali.
Andare a Roma ed avere un’intera serata per noi vuol dire
che la strada intrapresa è quella giusta e soprattutto abbiamo la consapevolezza
che il nostro genere può trovare un pubblico attento e variegato, che solo una
grande città può offrire.
Lo prenderemo così dunque, come una bella soddisfazione ma
anche con tanta emozione e responsabilità, perché vogliamo portare agli
spettatori tutto il nostro mondo, un attacco bello rock assestato da sei
musicisti che di gavetta ne hanno fatta eccome, sia singolarmente che come
band.
Ad aprire le danze, alle ore 21.45, i Synchronicities, duo
romano che reinterpreta in chiave pianoforte e voce alcune importanti hit
contemporanee.
Dalle 22.15 in poi, delirio di rock americano.
Dalle 22.15 in poi, delirio di rock americano.
Tutti convocati, la gita nella Capitale vale tutti i
sacrifici sin qui fatti.
Il Pentatonic Music Village si trova a Roma in zona
Laurentina, via Oscar Sinigaglia, 18.
lunedì 19 ottobre 2015
Americana live @ Circolo Ippico. Perchè partecipare.
Ammettiamolo senza alcuna retorica, la musica dal vivo in
Italia sta vivendo un momento di profonda crisi. Ovviamente, non parliamo dei
grandi nomi che passano le radio, loro riempiono i palazzetti, le arene e gli
stadi. E non includiamo nemmeno i vincitori dei vari talent, che fanno il
pienone in feste di piazza o centri commerciali. Parliamo di chi, umilmente ma
con grande passione, cerca di portare in giro per i piccoli locali, i pub, i
bar o qualsiasi altra location, la propria musica.
Il momento non è felice da tempo, e la colpa non è certo dei
proprietari dei locali, schiacciati tra burocrazie varie e conti da far
tornare. Eppure la musica dal vivo è un baluardo e le band locali sono una
opportunità per tutti: permettono ai locali di offrire serate, possono far
conoscere alle persone nuovi generi musicali e naturalmente in questo modo
crescono, perché se un gruppo musicale esiste, ha un obiettivo da raggiungere.
Sempre.
Chi segue questo blog avrà notato come cerchiamo sempre di
lavorare molto sulla pubblicizzazione di ogni nostra singola serata. Questo
perché crediamo in ciò che facciamo e proponiamo, ed ogni occasione serve a
farci conoscere. E’ inoltre una forma di rispetto per chi ci sta dando
l’opportunità di esibirci: l’unione fa la forza, se il gestore del locale ha un
ritorno permetterà ad altre band di esibirsi, ed il mondo sarà un posto
migliore in cui vivere.
E quindi, fatte queste premesse, vi invitiamo a partecipare
al nostro spettacolo che si terrà Venerdì 23 Ottobre presso il Circolo Ippico
di Fabriano, con inizio alle ore 21.00, intanto perché le date casalinghe ci danno una
grande gioia.
E’ capitato di rado di esibirci nella nostra città, perché
la nostra è una macchina anche complessa, che quando va in onda porta uno
spettacolo importante e cioè la fusione di letteratura e musica americana.
Quello che accadrà al Circolo Ippico sarà una cosa ancora più nuova, perché
invitare a partecipare vuol dire offrire un evento, creare ogni volta qualcosa
di nuovo.
Pertanto sarà una cena con una band che suona rock americano
parlando di libri di grandi autori statunitensi. Queste tre cose, ovviamente,
saranno unite ed inestricabili, ma non possiamo spiegarvi qui, bisogna partecipare.
Per l’occasione, il ristorante Circolo Ippico ci mette a
disposizione una sala/pub stupenda ed un menù a scelta tra dieci proposte
tipicamente americane. Noi ci metteremo l’anima per oltre 3 ore di evento.
Partecipate, partecipate, partecipate.
Perché, come diceva Gaber, “Libertà è partecipazione”.
lunedì 14 settembre 2015
Il manifesto
Può sembrare un po' strano, fuori luogo o solamente curioso, ma abbiamo realizzato un manifesto della nostra band. La motivazione non è poi così cervellotica, bensì nasce dalla necessità (recondita) che ogni individuo porta in sè, una volta entrato in un percorso insieme ad altre persone, di riconoscersi in qualcosa, di raccontare da dove viene e perchè, e fissare dei punti fermi.
Senza troppi (ed ulteriori) giri di parole, questo è il nostro manifesto, che ovviamente è appeso in sala prove.
Senza troppi (ed ulteriori) giri di parole, questo è il nostro manifesto, che ovviamente è appeso in sala prove.
IL
MANIFESTO DEGLI AMERICANA
Riferimenti,
obiettivi e parole chiave.
Perché suoniamo in sei?
Anche se può sembrare complicata una band composta da sei
elementi, c’è una forte motivazione per la quale questa band è composta da sei
musicisti.
L’elemento iniziale, senza ombra di dubbio, nasce da due
grandi gruppi: i Counting Crows ed i Black Crowes. Insomma, con i corvi
comunque dobbiamo confrontarci….
La formazione di
queste due band è composta da sei elementi, perfettamente contraddistinti:
cantante (che nel 99% dei casi non suona nessuno strumento e si dedica
esclusivamente alla voce), due chitarristi, bassista, batterista e tastierista,
che viene comunque inteso prevalentemente come suonatore di strumenti di
origine vintage, quali organo, pianoforte, piano elettrico e mellotron.
Come sempre, questa composizione non nasce 25 anni fa,
quando mediamente hanno trovato il successo queste due band, ma parte da
lontano, dalle ispirazioni che Counting Crows
e Black Crowes hanno avuto per creare la propria musica.
Indiscutibilmente, tutto nasce da un certo Bob Dylan, che
nel 1965 sfida il mondo del folk, da cui proveniva e di cui era il paladino
indiscusso, attraverso la sua svolta elettrica. Per proporre la sua nuova
musica, Dylan ha bisogno di una band di supporto perché l’idea che lui ha in
mente è chiara: creare in un contesto elettrico una band che interpreti in
maniera moderna i capisaldi della musica americana: il folk ed il blues, alcune
volte con una spruzzata di jazz e seguendo il ritmo di un astro nascente della
musica americana: Elvis Presley, che di fatto ha creato il rock’n’roll.
Avendo questi quattro generi come riferimenti musicali,
blues/folk/jazz/rock’n’roll, Dylan ha la necessità di creare un suono
versatile, ampio, di impatto ma anche di classe, senza avere limiti alla
propria composizione ed ai suoni. Ecco che nasce Bob Dylan & the Band, la
base di tutta la musica americana futura.
Il gruppo si compone di Dylan che oltre a cantare suona
anche la chitarra in pianta stabile, Robbie Robertson all’altra chitarra, il
grande Richard Manuel alle tastiere e due eroi della musica moderna: Rick Danko
al basso e Levon Helm alla batteria (che acquisterà poi un’intera casa a
Woodstock costruendo uno studio di
registrazione storico, dove tra l’altro i Black Crowes registreranno l’album Before
the frost che contiene, tra le altre, Good morning captain).
Con la Band Bob Dylan registra i suoi album più
belli, contaminati da tutti i generi figli della musica americana, dando la
luce canzoni come Like a rolling stone, I want you, Rainy Day Woman #12 and
35, Stuck inside of Mobile with the Memphis blues again e tante altre. Il
suono parte dal blues e dal folk per essere contaminato dal rock’n’roll: è nato
il rock americano. L’impatto sonoro è devastante: le chitarre dialogano tra
loro, le tastiere danno profondità al suono, il basso chiude il suono a metà
tra ritmo e melodia, la batteria è centrale per lanciare il rock’n’roll del gruppo.
Dylan non tornerà più indietro, ed ancora oggi il suo Neverending tour si
compone di sei elementi, con lui stesso che si è tolto la chitarra di dosso per
sposare la stessa formula che adottiamo noi oggi.
Nati nel 1965, i Grateful Dead da San Francisco
raggiungono la gloria con una delle pietre miliari del rock psichedelico con Aoxomoxoa,
uno dei dischi che ha cambiato la storia della musica, sempre con la stessa
formazione di sei elementi.
Dall’altra parte degli Stati Uniti, due formazioni
storiche si presentano sul palco con la stessa line up: da una parte l’hard
rock dei Lynyrd Skynyrd (Sweet Home Alabama e Freebird i manifesti consegnati alla
storia della musica). Dall’altra, il rock sudista intriso di blues e boogie
degli Allman Brother’s Band.
Alla fine degli anni ’70 l’America è scossa da due
talenti: Bruce Springsteen e Tom Petty, che formano le due
backing band più famose delle storia: Bruce Springsteen & The E-Street
Band e Tom Petty & the Heartbreakers. Entrambi i gruppi sono
macchine da guerra, e differentemente dai gruppi nati negli anni ’60, la
matrice rock è prepotente. Ogni spettacolo del Boss e di Tom Petty dura almeno
tre ore: l’insegnamento di Bob Dylan di mescolare i generi e di garantire la
massima libertà nella scrittura con questi due artisti e le loro band viene
portato alla massima potenza. Si passa dalle ballate elettriche agli inni da
stadio, dalle canzone intime ai blues sporchi con ritornelli da classifica. La E-Street
Band in particolare diverrà il simbolo del rock in tutto il mondo ed i
dischi in cui Springsteen farà a meno di loro saranno dei flop clamorosi.
Più di ogni altra, la E-Street Band incarna il suono
americano: attenzione alla tradizione e grande ritmo su cui si appiccica una
forte melodia cantata dal Boss. “Baby,
we we’re born to run!”.
All’inizio degli anni ’90, quando lo stesso Springsteen è
all’apice del successo, tre band trovano il successo affondando il proprio
suono nelle radici del rock americano, ovviamente nella nostra formazione tipo:
Counting Crows, Black Crowes e The Wallflowers.
I Black Crowes sono molto più intrisi di blues
degli altri, mentre per i Counting Crows i riferimenti vanno dalla Band
ai Grateful Dead, per passare a Van Morrison. I Wallflowers sono quelli
più vintage, ed il leader è Jakob Dylan,
figlio di cotanto padre.
Dietro il loro successo, molto più psichedelici, ci sono
i Widespread Panic che vengono dalla Georgia e fanno della jam session
il loro credo.
Nonostante tutte queste band siano ancora attive oggi ed
in giro per il mondo con i loro tour, gli anni 2000 hanno portato altri grandi
gruppi, che con la stessa formula hanno licenziato grandi dischi. Eccone solo
alcuni:
- I Dirty Guv’nash da Knoxville, Tennessee, un gruppo di blues-rock con un forte senso melodico
- Gli Hard Working Americans da Memphis, Tennessee, un supergruppo composto da grandi musicisti del south a cavallo tra folk e blues/rock
- I Blackberry Smoke da Atlanta, Georgia un vero gruppo di southern rock, erede dei Lynyrd Skynyrd
- I Lucero, sempre da Memphis e con una chiara matrice soul/rock
- Gli American Aquarium da Railegh, North Carolina, pienamente nel solco della musica di Bob Dylan.
Obiettivi e parole chiave
Come tutte queste band insegnano, la formazione a sei
permette un linguaggio musicale ricco, un suono potente che dal vivo esce come
un treno in piena corsa, la possibilità di entrare ed uscire dai generi che
hanno creato il rock, la libertà per ogni musicista di disegnare il proprio
linguaggio con i suoi riferimenti.
Gli Americana nascono con la volontà di non porsi limiti
nell’ambito del rock americano e di utilizzare i vari linguaggi a seconda della
nostra volontà e del nostro umore.
Gli Americana nascono come una band che dal vivo esplode
di suoni e colori, con una musica ricca di musicisti e sfumature e con un
piglio da rock band.
Dunque, consapevoli delle difficoltà che una band di sei
elementi comporta in quanto ad arrangiamenti, strumentazione, gestione delle
prove e dei suoni, c’è la consapevolezza della nostra ricchezza di suoni e
linguaggi, e della nostra unicità nel panorama dei gruppi locali.
“Lunga è la strada, ma grande è l’obiettivo” dicevano
i latini. Ed in effetti, il nostro obiettivo va anche oltre la musica, perché
si serve anche della letteratura americana e vuole raggiungere un’altra
finalità: sopravvivere nel tempo.
Americana è stata fondata da un gruppo di amici allargata
a nuove persone che sono entrate anche loro in amicizia, perché uno degli
insegnamenti del rock americano è la coesione: ognuno dei sei elementi è
indispensabile, ognuno ha un suo ruolo fondamentale. Senza uno dei sei
elementi, questa band è inesistente, non può proporre il proprio linguaggio e
soprattutto viene meno al principio che ognuno di noi contribuisce a qualcosa
di unico.
Longevità è un altro caposaldo di questa
band. Molte band amatoriali nascono nel giro di pochi minuti, crescono in
maniera esponenziale nei primi due anni di vita, e poi muoiono precocemente,
come questa società che fagocita il presente senza alcuna possibilità di
viverlo realmente. Il nostro obiettivo è quello di durare nel tempo, di
trovarci ancora qua tra qualche anno a suonare tra le pieghe della nostra vita,
dei nostri impegni e dei nostri obiettivi personali.
Altra parola chiave è mutualità. E’ un termine
preso in prestito dell’associazionismo,
dove i membri che ne fanno parte s'impegnano, volontariamente, a
prestarsi reciproco aiuto e assistenza.
Eccoli dunque i capisaldi della nostra Americana Rock
Band:
- Rock
- Blues
- Amicizia
- Coesione
- Longevità
- Mutualità
Americana
martedì 16 giugno 2015
In attesa del prossimo live
Stiamo lavorando a pieno regime. Qualche giorno fa avete
letto la notizia che tra poco sarà il momento di buttarci su brani nostri.
Parallelamente a questo, il nostro mondo continua
vorticosamente a girare. La demo è in via di conclusione. In ordine di tempo,
Alessandro e Gian Maria sono stati gli ultimi a registrare le loro chitarre sul
disco. Sinora il risultato è coeso e convincente. Si sente, inequivocabilmente,
il riferimento a tutte le band che proponiamo nel repertorio. Però, altrettanto
chiaramente, quasi come una urgenza, esce fuori il sound Americana, che è
qualcosa di indefinibile, la somma delle nostre sei percezioni, idee e
sensibilità. Si sa, nella musica i diversi fattori dei musicisti creano ogni
volta un sound unico, irripetibile. Così è.
Ce ne accorgiamo ogni volta che suoniamo. C’è il suono. Ci
sono band che calzano forti sul ritmo, sul battito. Probabilmente noi lavoriamo
sulle note. C’è una grande musicalità. E’ chiaro che siamo una rock band, il
battito pulsante c’è, ma siamo anche in sei ed abbiamo una armonia potente.
Tra le tante cose da fare, ci piace comunicare che l’11
Luglio saremo di nuovo nella dimensione live, stavolta (finalmente) all’aperto,
dove possiamo scatenare i watt. La location sono i giardini di Castelfidardo,
Parco delle Rimembranze. Partenza dalle ore 22.
Americana, since 2012
martedì 9 giugno 2015
E venne quel momento
Quando abbiamo intrapreso questa avventura, avevamo in mente tutti i
riferimenti musicali dell'american traditional rock, con tutte le sue
infinite varianti: Southern rock, americana, roots rock. Quei
riferimenti sono qui davanti a noi, e li portiamo sul palco, li
suoniamo; sono i Counting Crows, sono gli Wallflowers, che racchiudono,
come una cartina tornasole, tante altre band (vengono in mente i Dirty
Guv'nash, gli Hard Working Americans, i Blackberry Smoke e decine di altre).Poi arriva il momento in cui, singolarmente dentro tutti noi, l'urgenza creativa si fa spazio. Devi avere storie da raccontare, devi mettere in musica qualcosa, devi lasciare il tuo segno.
Chissà se era inevitabile o no, chissà se era già scritto o no.
Insomma, tutto questo per dire che iniziamo a lavorare su canzoni
nostre. Tutto lo spettacolo live rimane, veien ancora di più limato ed
ampliato. Ma parallelamente, in gran segreto, stiamo lavorando per darvi
qualcosa con la firma nostra.
Ci vorrà tempo.
Ne abbiamo.
Americana, since 2012
Ci vorrà tempo.
Ne abbiamo.
Americana, since 2012
venerdì 6 marzo 2015
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